Il saluto alla luna nello Yoga

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Qui su Calendario Lunare adoriamo tutto quello che fa sta bene in modo naturale e quindi come non parlare di yoga? In questo articolo parleremo della pratica del saluto alla luna. Si tratta di un articolo puramente teorico ed ovviamente non sostituisce le competenze di un istruttore che abbiano seguito un regolare corso per insegnanti yoga.

Nello yoga, il saluto alla luna è, al pari di quello al sole, uno tra gli asana yoga più celebri, anche per i tanti benefici che è in grado di regalare a chi lo pratica, a cominciare dal miglioramento della qualità del sonno. Si tratta di una pratica che permette di riequilibrare le energie del corpo umano in maniera efficace, con effetti positivi sul riposo e sul benessere in generale. Il saluto alla luna in sanscrito è noto con il nome di Chandra Namaskara, e si basa su movimenti lenti che hanno lo scopo di alleviare le tensioni dell’organismo e di mandare via lo stress. Può essere praticato sia stando in piedi che rimanendo seduti, a seconda della versione a cui ci si dedica.

In ogni caso, sarebbe preferibile che il corpo si rivolgesse verso la luna: ecco spiegato il motivo per il quale se le condizioni meteo lo consentono il saluto alla luna va eseguito all’aria aperta. Se, però, si è obbligati a rimanere in un ambiente chiuso, è sufficiente far sì che la luce artificiale sia soffusa e bassa; l’atmosfera può essere riscaldata con delle essenze o delle candele, e nulla vieta di ricorrere a un sottofondo musicale rilassante. Per favorire la raccolta delle energie lunari, il punto di partenza della pratica deve essere una meditazione abbinata al mantra Om somaya namaha, che deve essere ripetuto nel corso della sequenza. Gli asana sono più efficaci nei giorni di luna calante, in quelli di luna piena e in quelli di luna nuova, fermo restando che è possibile praticarli tutti i giorni.

Gli effetti benefici assicurati sono diversi: il saluto alla luna limita il mal di schiena e rinforza gli addominali; in più, contribuisce a migliorare la circolazione del sangue e riequilibra gli organi interni. Le donne che vi ricorrono vedono il proprio sistema ormonale regolarizzato. La posizione del saluto può essere paragonata a Dandasana, con la differenza che le mani non sostengono la schiena a terra ma sono unite di fronte al petto. In questo asana in alcuni casi può risultare complicato tenere eretta la schiena senza le mani. Proprio per questo motivo chi ha difficoltà nel porre le mani al petto o non è in grado di mantenere la curva della schiena naturale può limitarsi a scegliere Dandasana.

La posizione della mezza luna aperta, invece, si esegue portando le mani verso l’alto e inspirando: lo sguardo deve seguire le mani, che – se se ne ha la possibilità – devono essere portate un po’ più indietro rispetto alla linea delle spalle. La schiena, come sempre, deve essere tenuta in posizione eretta; il rischio di perdere la curva è significativo, e si potrebbero avvertire dei dolori forti.

Infine, ecco la posizione della mezza luna chiusa: mentre si espira, ci si piega in avanti in modo tale da portare le mani verso le ginocchia. Il piegamento non si deve verificare a livello dei fianchi ma a livello del bacino: la fronte, in teoria, dovrebbe arrivare a toccare le ginocchia, ma non è detto che sia possibile.

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